INTERCITYPLUS La Via Crucis di un povero cristo

03
apr
2012
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Da mercoledì 4 a sabato 7 aprile 2012 (da mercoledì a venerdì alle 21, sabato alle 18) il teatro Sancarluccio di via San Pasquale a Chiaia ospita “INTERCITYPLUS. La Via Crucis di un povero cristo”, scritto e diretto da Carmine Borrino in scena insieme a Anna Moriello, Rosario D’Angelo, Noemi Coppola e con musiche eseguite dal vivo da Mariano Bellopede.

Sono ormai terminati i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e, nonostante il clima celebrativo che ci ha accompagnato per un anno, l’Italia non sembra né unita, né moderna. Questo il retroterra dello spettacolo INTERCITYPLUS che mette in scena una storia tanto contemporanea quanto antica: la questione dell’emigrazione.
Salvatore, giovane ragazzo meridionale, compie il lungo viaggio da sud verso nord alla ricerca di una vita più dignitosa. Un viaggio di 14 stazioni come le stazione che Cristo compie nel suo calvario. Accompagnato dalla madre Maria, dalla fidanzata Maddalena e dal cugino Giovanni, arriva a destinazione “stanco-morto” per la meritata resurrezione a vita migliore.
«Un viaggio dall’esasperazione. Una fuga verso una vita migliore. Un percorso lungo 14 stazioni, come quelle percorse da Cristo nella via Crucis, che diventano 14 stazioni di un Intercity che da Napoli arriva a Treviso. Sette ore di viaggio lungo il quale si consuma la disperazione di un povero cristo meridionale. Disperazione che diventa morte e, ovviamente, resurrezione».
La stesura del testo se da un lato prende ispirazione dalle Sacre Scritture utilizzando parole e significati come figlio, padre, sacrificio, portare la croce, uomo, che pronunciate da un semplice ragazzo di periferia si caricano di ancor più sacralità, dall’altro risente del linguaggio della comunicazione moderna: veloce, schietta, risolutiva.

Note di regia
Un viaggio dall’esasperazione. Una fuga verso una vita migliore. Un percorso lungo 14 stazioni, come quelle percorse da Cristo nella Via Crucis, che diventano 14 stazioni di un Intercity che da Napoli arriva a Treviso. Sette ore di viaggio lungo il quale si consuma la disperazione di un povero cristo meridionale. La disperazione che diventa morte e, ovviamente, resurrezione.
Migliaia di persone l’anno si trasferiscono ancora da sud verso nord, un’emigrazione che non si è mai arrestata. Tutti si mettono in viaggio verso una vita più dignitosa, attraversano l’Italia tentando l’ultima carta, sperando di ottenere, lavorando, ciò che fa di un uomo un Uomo.
Ho scritto questo testo pensando e dedicandolo ai tanti conoscenti che hanno fatto questa “scelta-non scelta”, dal momento che chi ha poche alternative non ha altra scelta, appunto, che partire, andare via, abbandonando una terra che ormai non merita più il sacrificio e il sentimentalismo di chi le perdona tutto il male che ancora oggi continua a commettere.
Quello che verrà messo in scena è il viaggio di un “povero cristo” che sotto il peso della propria croce (l’“essere meridionale” non come condizione patetica, ma come effettiva condizione sociale) percorre il lungo calvario verso la morte-resurrezione, un addio a tutto ciò che è stato e una scoperta a tutto ciò che sarà. Salvatore, il povero cristo protagonista di questa Via Crucis contemporanea, sacrifica tutta la sua esistenza per inseguire il desiderio di una vita modesta e dignitosa, in termini concreti (casa, macchina, famiglia) ed emotivi (realizzazione personale, auto-stima).

1861 – 2011. Centocinquant’anni dall’Italia unita. Unita? Uguale? Moderna come dovrebbe essere? Non credo. E insieme a me non lo credono in tanti. Il sacrificio lo compie sempre chi non ha più “né cielo ‘a vedè, nè terra ‘a cammena’”, si dice dalle mie parti. E dalle mie parti è sinonimo di periferia, basso livello sociale e culturale, assenza di ambizione nei giovani. Dalle mie parti la gente vive con meno di mille euro al mese, crearsi una famiglia diviene impossibile e possedere una casa propria è il sogno di una vita. Qui la generazione degli anni Cinquanta continua ancora a sacrificarsi: da giovani hanno lavorato per aiutare genitori, fratelli e sorelle; da vecchi ci rimettono la pensione per mantenere i propri figli.
INTERCITYPlus è “il treno del sole”, quello che ancora oggi la domenica sera viaggia in direzione nord stracarico di gente e va in direzione sud durante le feste natalizie, sempre stracolmo. Quello che ospita gente che sembra avere sempre la stessa faccia, immutata negli anni, con lo stesso accento, lo stesso modo di fare, le stesse necessità, gli stessi sogni di sempre.
Carmine Borrino

C.R.A.S.C., Centro di Ricerca sull\’Attore e Sperimentazione Culturale, quest’anno compie 34 anni di attività. Nato nell\’aprile del 1978, fin dal 1979 è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Campania, dal 2007 presidente e direttore artistico è Beatrice Baino.

Per info e prenotazioni: 081 40 5000/338 799 0836
www.teatrodiricerca.it

Ufficio Stampa
Anna Marchitelli
marchitelli.comunicazione@gmail.com, 333 11 98 973

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